Un’esperienza immersiva per emozionare i visitatori di Tramonti

Intervista a Mario Amura, Napex Srl

 

Napex, di cui lei è Direttore Artistico, rappresenta una delle oltre 2700 imprese le cui iniziative sono state finanziate dalla Linea C del Bando Borghi-Imprese finalizzato al recupero del tessuto economico-produttivo dei borghi assegnatari delle risorse di Linea B. Il vostro progetto si localizza nel Comune di Tramonti, una località che è parte della Costiera Amalfitana, Patrimonio UNESCO. Da quale concept parte il progetto e quali sono gli aspetti principali, con particolare riferimento all’esperienza immersiva sviluppata sul borgo di Tramonti?


Da oltre 14 anni, la notte di Capodanno, con la mia troupe immortalo in scatti fotografici i festeggiamenti con fuochi d’artificio che il popolo napoletano inscena attorno al vulcano Vesuvio. L’esplosione di luce e colori è tale da sembrare, più che una festa propiziatoria per l’anno che inizia, una sorta di rituale scaramantico volto a esorcizzare la paura di una nuova eruzione.
In quella notte, l’immaginario iconografico classico del Vesuvio viene sovvertito. Mentre nelle gouaches e nelle tele di Turner, Volaire, Warhol, il vulcano appare colorato dalla lava che lo inonda, durante i festeggiamenti di Capodanno il Vesuvio si trasforma in un’ombra silenziosa, sommersa in un paesaggio che pare esplodergli attorno.
I dipinti fotografici che ne derivano sono stati esposti per la prima volta nel 2024, nella mostra “Napoli Explosion”, presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte, a cura dell’allora Direttore Generale Sylvain Bellenger.
Nel Capodanno del 2025 abbiamo ripreso quel rituale dalla prospettiva del borgo di Tramonti, e precisamente dalla terrazza della Torre Orsini, una postazione difensiva medievale che offre ai visitatori un’incredibile visione della famosa Campania Felix, la pianura che contorna il Vesuvio.
Stiamo ora integrando tale documentazione fotografica in un’esperienza immersiva, Napex Tramonti VR Experience, che permetterà ai visitatori del borgo, in qualsiasi momento dell’anno, di rivivere quei festeggiamenti normalmente osservabili solo durante la notte di Capodanno.
Chi indosserà il visore si troverà immerso in quel paesaggio di scintille, circondato dal respiro della festa. Non si tratta solo di guardare, ma di entrare nella scena, di sentirsi parte di un evento che altrimenti sarebbe impossibile vivere in prima persona, diventando parte di quel respiro collettivo.
La tecnologia, in questo progetto, non serve a stupire. Serve a restituire. A far vedere ciò che altrimenti si perderebbe, perché passa troppo veloce o troppo lontano.
Non abbiamo costruito un mondo nuovo: abbiamo preso il paesaggio, la memoria, il legame tra chi vive lì e la terra che lo circonda, e li abbiamo resi accessibili.

 

Quali sono gli obiettivi del progetto e quali immagina potranno essere i benefici di una azione di rigenerazione del borgo di Tramonti del tipo di quella attesa dalla vostra iniziativa?

La rigenerazione di un borgo parte dal riconoscerne l’unicità e dal costruire una narrazione che possa risuonare ovunque.
Attraverso l’opera d’arte immersiva che stiamo sviluppando, miriamo a tramandare lo straordinario spettacolo di fuochi d’artificio a cui si può assistere da Tramonti la notte di Capodanno, usando un linguaggio capace di emozionare sia turisti locali che internazionali. L’utilizzo di tecnologie immersive è funzionale a estendere l’attrattività del patrimonio culturale locale, anche alle nuove generazioni, sempre più bisognose di esperienze interattive in grado di rendere i visitatori partecipanti attivi. Rigenerare, inoltre, implica la ricerca di nuove prospettive, di originali punti di vista da cui osservare il paesaggio. Se chiedete a qualcuno dov’è Tramonti, vi dirà che è sulla strada per la costa, in direzione del mare verso Amalfi, Positano, Ravello.
Noi, invece, abbiamo rivolto lo sguardo da Tramonti verso l’interno, verso la terra. E là, al centro della Campania Felix, si staglia la silhouette inconfondibile del Vesuvio: sentinella silenziosa, icona universale del Sud. L’esperienza immersiva sarà il mezzo, ma non è il cuore. Il cuore è l’occasione che si genera: lavoro, formazione, cultura. Una sala aperta tutto l’anno. Un luogo che accoglie scuole, cittadini, viaggiatori. Uno spazio in cui si entra per scoprire un profilo straordinario del Sud Italia. I benefici si misureranno col tempo e speriamo che la comunità si riconosca in ciò che viene mostrato. Non cerchiamo infatti solo di aumentare il numero di turisti, ma di dare più senso alla loro presenza e più valore a coloro che il borgo lo abitano. Tramonti deve diventare meta, destinazione, e non solo la porta d’ingresso alla Costiera Amalfitana.
Speriamo di contribuire a generare opportunità, dare ai giovani una ragione in più per restare, offrire alle scuole uno strumento educativo innovativo: uno sguardo che cambia, un bambino che fa una domanda in più, un insegnante che trova parole nuove per parlare del proprio paese. La rigenerazione di un borgo, in fondo, ha valore quando ciò che sembrava ai margini torna al centro della vita di chi lo abita.