Un progetto per Castel del Giudice, tra welfare, sostenibilità e attrattività turistica

Intervista a Lino Nicola Gentile, Sindaco di Castel del Giudice 

 

Il Comune di Castel del Giudice, di cui lei è Sindaco, è uno dei 21 Comuni italiani di Linea A destinatari di un finanziamento di 20 milioni di euro per la realizzazione del progetto pilota “Borgo di Castel del Giudice: Centro di (ri)generazione” che si articola lungo tre assi principali: Welfare e comunità; Sviluppo sostenibile delle risorse naturali; Attrattività turistica e territoriale. In cosa consiste esattamente il progetto?

Il progetto “Centro di (ri)Generazione dell’Appennino” del Comune di Castel del Giudice, finanziato con 20 milioni di euro attraverso il Bando Borghi del PNRR, si sviluppa su tre assi principali:
Con Welfare e comunità si intende migliorare la qualità della vita e promuovere l’attrattività sociale e abitativa del borgo mediante investimenti nei sistemi integrati a servizio della nuova residenzialità, permanente e temporanea, e sull’inclusione, sperimentando nuove forme di partecipazione dei cittadini alle progettualità in fieri. Le iniziative includono la creazione di case per nuovi abitanti, soluzioni di senior social housing, spazi di co-working e co-housing, nonché servizi di telemedicina. Sono previste attività culturali per riscoprire i saperi produttivi locali e promuovere il benessere dei residenti e dei nuovi abitanti.
L’asse dedicato allo sviluppo sostenibile delle risorse naturali include diverse iniziative volte a valorizzare le potenzialità delle aree interne e a creare nuove opportunità economiche. Una delle principali strategie è lo sviluppo di nuove filiere rurali, con particolare attenzione all’agricoltura biologica e alla promozione di pratiche agricole sostenibili. Questo approccio mira a rafforzare l’economia locale, incentivando la produzione e la commercializzazione di prodotti tipici e sostenibili, anche attraverso la realizzazioni di incubatori di imprese ed aiuti finanziari alle start up. Parallelamente, il progetto prevede la creazione di un laboratorio interno dedicato alla ricerca e alla sperimentazione di nuove fonti energetiche rinnovabili, anche attraverso  la costituzione di una Comunità Energetica. L’obiettivo è trasformare Castel del Giudice in un borgo a basso impatto ambientale, ottimizzando l’uso delle risorse naturali e promuovendo una gestione sostenibile del territorio.
Con “Attrattività turistica e territoriale” ci si concentra sulla valorizzazione degli asset culturali per bilanciare residenzialità, turismo e accoglienza. Saranno sviluppate residenze temporanee per artisti e smart-worker, inoltre, si prevede l’installazione di opere d’arte e la costituzione di uno specifico “ufficio degli arrivi e dei ritorni” pensato come strumento di facilitazione e supporto a percorsi di neo-residenzialità degli italo-discendenti.

 

Quali sono gli obiettivi del progetto e i benefici che ne conseguiranno, soprattutto rispetto alle aspettative dei giovani? E che tipo di opportunità rappresenta il Bando Borghi in termini di “replicabilità”?

Il progetto “Centro di (ri)Generazione dell’Appennino” ha come principale obiettivo attrarre nuovi abitanti a Castel del Giudice, con un focus particolare sui giovani, migliorando la qualità della vita e creando condizioni favorevoli per lo sviluppo di nuove opportunità lavorative. Il miglioramento della qualità della vita sarà garantito attraverso servizi innovativi, abitazioni accessibili e spazi di aggregazione sociale e culturale; la creazione di lavoro sarà assicurata valorizzando le peculiarità del territorio, come l’agricoltura biologica, il turismo sostenibile e servizi socio-sanitari, ed anche attraverso lo sviluppo delle opportunità legate alla tecnologia e alla despazializzazione del lavoro, sfruttando il digitale per connettere il borgo al mondo. In tale contesto sarà realizzato un hub digitale, un centro innovativo che offrirà spazi di co-working e formazione per professionisti e start-up che operano in ambito digitale.
La replicabilità del progetto è uno degli elementi chiave per garantire un impatto duraturo e scalabile del modello di rigenerazione territoriale avviato a Castel del Giudice. Per questo motivo si prevede la costituzione di una Fondazione di Partecipazione, che fungerà da spin-off dell’Ufficio di Rigenerazione, attualmente impegnato nell’attuazione del progetto. La Fondazione sarà costituita da giovani professionisti che stanno contribuendo alla realizzazione del progetto, garantendo una continuità di visione e di approccio. Inoltre, potrà contare sul supporto scientifico e metodologico di autorevoli università italiane. La Fondazione di Partecipazione sarà uno strumento innovativo per consolidare l’esperienza maturata a Castel del Giudice, trasformando il know-how acquisito in un modello applicabile ai Comuni e per promuovere nuove progettualità in aree interne italiane, facilitando l’accesso a finanziamenti nazionali ed europei per la rigenerazione territoriale. Grazie a questa iniziativa, il progetto di Castel del Giudice non resterà un caso isolato, ma potrà diventare un modello esportabile in territori che affrontano le stesse sfide, contribuendo alla rigenerazione delle aree interne su scala nazionale.